Gratuito Patrocinio

L’Avv. Marco Bevilacqua appartiene all’ Elenco degli Avvocati disponibili al Patrocinio a spese dello Stato dell’Ordine degli Avvocati di Chieti.

Il gratuito patrocinio è un beneficio previsto dall’art.24 della Costituzione e consiste nel fornire assistenza legale gratuita, per promuovere un giudizio o per difendersi davanti al giudice, a chi non è in grado di sostenere le relative spese legali.

Il limite massimo di reddito per accedere al gratuito patrocinio è attualmente pari a € 10.628,16 e si è tenuti a comunicare, fino alla definizione del processo, al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ogni eventuale variazione del reddito verificatasi nell’anno precedente, che superi il limite sopra indicato; e ciò nei trenta giorni successivi alla scadenza di un anno dal momento in cui è stata presentata la domanda di ammissione al gratuito patrocinio o dall’eventuale precedente comunicazione di variazione.

Nel computo del reddito, al fine di verificare l'appartenenza allo scaglione indicato, confluiscono tutte le forme e le fonti di sostentamento dell'istante, nonché i redditi dei familiari conviventi con colui che intenda essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato salvo che non si tratti di vertenza nei confronti di uno di essi.

Per la sola materia penale è prevista la elevazione del suddetto limite reddituale di euro 1.032,91 per ogni familiare a carico.

 

Nella materia civile, amministrativa, tributaria, contabile e di volontaria giurisdizione

l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato si presenta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati territorialmente competente, personalmente o tramite invio di raccomandata con avviso di ricevimento. Accertata la sussistenza dei requisiti del reddito e della non manifesta infondatezza della pretesa che si intende far valere in giudizio, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della domanda, il Consiglio competente decide sull'istanza, dandone contestuale comunicazione al destinatario e all'Agenzia delle Entrate, per gli accertamenti e i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni presentate dall'ammesso al beneficio.

 

Nella materia penale, le modalità di presentazione dell'istanza ammesse dalla legge sono diverse: oltre alla presentazione fuori udienza, mediante deposito in cancelleria, è prevista la presentazione della relativa domanda al magistrato dinanzi al quale pende il giudizio. Per i soggetti in regime di costrizione della libertà personale (detenzione ed arresti domiciliari) l'istanza può essere presentata rispettivamente al direttore del carcere ovvero all'ufficiale di polizia giudiziaria.

E’ comunque necessario essere consapevoli delle sanzioni penali previste dall’art. 125 T.U. 30 maggio 2002 n. 115 per il caso in cui vengano rese dichiarazioni attestanti falsamente la sussistenza o il mantenimento delle condizioni di reddito previste.

Colui che nell’autocertificazione attesti falsamente la sussistenza delle condizioni di reddito previste o il mantenimento è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro € 309,87 ad € 1.549,37. La pena è aumentata se dal fatto consegue l’ottenimento o il mantenimento dell’ammissione del gratuito patrocinio a spese dello Stato; la condanna comporta la revoca, da disporre immediatamente, nonchè il recupero delle somme corrisposte dallo Stato a carico del responsabile. Le stesse pene si applicano anche nei confronti di chiunque, al fine di mantenere l’ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato, ometta di formulare le comunicazioni da farsi entro 30 gg dalla scadenza del termine di un anno circa le eventuali variazioni del limite del reddito.

E’ necessario dichiarare, inoltre, di non essere stato già condannato con sentenza divenuta irrevocabile per uno dei reati di cui al nuovo comma 4bis dell’art. 76 D.P.R. 115/2002.